La mediazione e la regola del Ponte d’Oro

Da quasi vent’anni il mio lavoro è centrato sulle relazioni umane e sulla mia capacità di starci dentro e di gestirle per condurle verso un percorso evolutivo, autodeterminante e di valorizzazione delle risorse personali.

Il problema si pone quando all’interno delle relazioni da gestire si rappresentano vissuti conflittuali normalmente mossi da potere, diritti, bisogni e influenzati da pregiudizi, esperienze di vita passata, stereotipi.

Il conflitto quale concretizzazione di due parti cariche di una differente consapevolezza e rappresentazione della realtà in virtù della quale si pongono, rispetto ad essa, in posizioni divergenti e distanti.

Ed è in questa divergenza che si colloca il mediatore, figura esperta del conflitto, capace di leggere bisogni ed emozioni che in esso trovano spazio e che si rappresentano più o meno celatamente agli occhi di chi assiste alla danza delle emozioni che viene messa in scena.

Il mediatore attraverso una serie di tecniche, ma soprattutto grazie alla sua capacità di mantenere la regia del procedimento e del setting, si muove agilmente nel quadrante del conflitto, rompendo quello schema binario dell’uno contro l’altro e generando in maniera virtuosa il costituirsi di un nuovo parallelismo che è rappresentato dal ponte d’oro, ovvero da quel punto di congiunzione che il mediatore innalza per far si che due strade parallele possano ad un certo punto convergere.

In questo spazio inedito, costruito direttamente dalle parti confliggenti alle quali il mediatore avrà, attraverso il suo operato professionale, restituito e redistribuito responsabilità, le parti potranno tornare ad essere protagoniste della scena, in uno spazio che non è più né mio, né tuo, ma nostro e che gli attori protagonisti avranno la responsabilità di proteggere da interferenze e strumentalizzazioni.

Tutti noi, ogni giorno ci troviamo a vivere situazioni, più o meno importanti, soverchianti e dirompenti di conflitto. Il conflitto non è negativo, semplicemente esiste, fa parte della vita e come tale dobbiamo viverlo e gestirlo.

Talvolta riusciamo da soli, altre volte è necessario l’aiuto di un professionista esperto dotato di requisiti fondamentali nella mediazione:

  • La consapevolezza
  • L’ascolto attivo
  • L’empatia
  • La sospensione del giudizio
  • L’intelligenza emotiva

Nei prossimi post tratteremo nel dettaglio tutte queste caratteristiche del mediatore.

Busto Arsizio, 02 novembre 2019

Dr.ssa Guendalina Scozzafava

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